Software libero per comunicare

La storia della comunicazione cataloga tre rivoluzioni avvenute nel modo di comunicare tra di noi: la rivoluzione chirografica (quella avvenuta quando abbiamo cominciato a scrivere sui più svariati materiali, quattromila anni prima di Cristo), la rivoluzione gutenberghiana (quella avvenuta quando abbiamo cominciato a stampare su carta, verso la metà del quindicesimo secolo) e la rivoluzione elettrica/elettronica (quella legata a telegrafo, telefono, radio e televisione, avviatasi a metà del diciannovesimo secolo con l’invenzione del telegrafo ed esplosa a metà ventesimo secolo con la televisione).
Dalla metà dell’ultimo decennio del ventesimo secolo siamo in piena rivoluzione digitale e la storia non ne parla ancora.
Ormai qualsiasi cosa vogliamo trasferire da una conoscenza all’altra, si tratti di un testo, di un suono, di una immagine, di un filmato, può essere trasformata in un segnale digitale (codificata in una serie di digit 0 o 1) che viene trasmesso e, alla ricezione, viene decodificato e reso quello che era prima della codifica. La trasmisssione, praticamente in tempo reale anche a distanze antipodali, avviene grazie ad una fittissima rete interconnessa a ragnatela che avvolge il globo su cui viviamo: Internet.
Codifica e decodifica avvengono utilizzando un computer che, collegato alla rete, funge da apparato trasmittente e da apparato ricevente.
Fino alla diffusione a prezzi ragionevoli di personal computer queste comunicazioni in rete erano riservate ad uffici governativi, centri di ricerca e università.
Con la diffusione dei personal computer è diventato un fenomeno abbastanza di massa.
Con la diffusione di quei piccoli computer che chiamiamo tablet e di quei minuscoli computer che chiamiamo smartphone è diventato un delirio.
C’è chi vede solo gli aspetti negativi di questo delirio. Io penso che l’imbecillità, se c’è, si diffonde con le tavolette, con gli incunaboli, con i libri, con la radio e con la televisione: certo è che, più aumentano i potenziali diffusori e più sono accessibili i mezzi di diffusione, più se ne diffonde.
Sicuramente sono tanti anche gli aspetti positivi. E credo siano in misura superiore di quelli negativi e che, a differenza di questi ultimi, soprattutto legati a mode passeggere, siano più di sostanza e destinati a durare nel tempo.

Internet è nata ed ha avuto il primo utilizzo in campo pubblico: la sua struttura proviene da ARPANET, che era una rete di computer studiata e realizzata nel 1969 dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, il linguaggio a marcatori per ipertesti html usato per la formattazione e l’impaginazione di documenti ipertestuali per il web è stato sviluppato verso la fine degli anni ottanta del ventesimo secolo presso il CERN di Ginevra assieme al protocollo http dedicato al trasferimento di documenti in tale formato, il primo grande utilizzo della rete venne sviluppato per i collegamenti tra centri di ricerca e università.
Tutto ciò ha fatto sì che, al momento della diffusione di massa di questo nuovo modo di comunicare, esistessero già gli strumenti software di base sviluppati al di fuori da logiche commerciali e la conseguenza è che i software che hanno a che fare con Internet ce li possiamo procurare gratuitamente.
Mai come in questo caso, però, vi può essere confusione tra software libero e software gratuito. Come ricorda sempre Richard Stallman, il guru del software libero, free, riferito al software, significa libero e non gratuito e, pertanto vale anche dire che gratuito non significa libero.
Ad evitare che Richard Stallmann, se mai leggerà questo documento, mi tiri le orecchie – come è abituato a fare – mi limiterò a segnalare solo applicazioni veramente di software libero, cioè rilasciate secondo la licenza GNU/GPL.
Le applicazioni sono segnalate nell’allegato file in formato PDF, scaricabile e stampabile, che contiene tutte le indicazioni per capire a cosa serve ciascun programma presentato, come possiamo procurarcelo e com’è il suo funzionamento di base.
I software presentati, anche se spesso il loro ambiente nativo è Unix/Linux, sono disponibili anche per i sistemi operativi Windows e OS X.
Per scaricare il file clicca sul suo nome qui sotto.

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