MusE, una DAW per professionisti ma non solo

Nel mondo del software libero esistono quattro Digital Audio Workstation (DAW), cioè software per la produzione di brani musicali attraverso la combinazione di suoni registrati dal vivo con suoni prodotti dal computer: Ardour, disponibile anche per Windows, MusE, Rosegarden e Qtractor, disponibili solo per Linux.
Gli ultimi due sono alla portata di dilettante e sono stati presentati in questo blog con manualetti che ne guidano l’utilizzo.
Rosegarden nell’articolo “Rosegarden come DAW” pubblicato nel Luglio 2018 con allegato il manualetto in formato PDF “rosegarden_daw”.
Qtractor nell’articolo “Qtractor: una DAW per principianti ma non solo” pubblicato nell’Aprile 2020 con allegato il manualetto in formato PDF “qtractor”.
Considero Ardour troppo inutilmente complicato per dilettanti e poco dotato sul piano dell’elaborazione MIDI e non ho mai ritenuto di parlarne.
Diverso il discorso per MusE, che alcuni considerano complessivamente più professionale rispetto a Qtractor e Rosegarden, particolarmente dotato per quanto riguarda il MIDI e ottimamente predisposto anche per il trattamento di audio registrato dal vivo.
Tanto che alcuni definiscono MusE, probabilmente esagerando un tantino, il Cubase del software libero.
Un po’ più complicato da utilizzare rispetto a Rosegarden e Qtractor ma sempre meno complicato di Ardour.
Dal momento che la documentazione ufficiale, sia per aiutare i principianti sia per chiarire anche ai professionisti la potenza del software, è molto carente e non se ne trova altra, ritengo utile, almeno per i principianti, l’allegato manualetto, liberamente scaricabile, stampabile e distribuibile.

muse

Jamovi, un altro modo di usare R

Nel manualetto “R” allegato al mio articolo “La più grande calcolatrice per la statistica”, pubblicato su questo blog nel novembre del 2022, ho presentato il linguaggio per calcoli statistici R, parlando anche dei software RStudio e R Commander che ne facilitano l’utilizzo e che funzionano a patto che sul computer sia installato R.
Esiste, sempre nel mondo del software libero, anche un software che sembrerebbe pure finalizzato a facilitare l’utilizzo di R ma che, in realtà, è un software per elaborazioni statistiche che utilizza una versione di R sua propria, almeno per fare certe cose, tanto da funzionare anche su computer ove non sia installato R.
Si chiama Jamovi, che sta per Just Another Multivariate Open-source Visual Interface.
A questo software dedico l’allegato manualetto, come sempre liberamente scaricabile, stampabile e distribuibile.

jamovi

OCaml: il migliore per praticità ed efficienza

Non si può dire sia un linguaggio adatto a principianti, non tanto per la difficoltà di apprenderne le basi quanto per le complessità con cui si possono affrontare i progetti più impegnativi.
Ha dalla sua una natura multi-paradigma (funzionale, imperativo, orientato agli oggetti) che non si trova in altri linguaggi, la forte tipizzazione statica con deduzione dei tipi, l’alta efficienza grazie ai compilatori nativi e al runtime efficiente, e la facile interoperabilità con il codice C.
Il manualetto allegato descrive le basi del linguaggio e introduce il neofita al vasto mondo di OCaml.
Il documento è liberamente scaricabile, stampabile e distribuibile.

ocaml

Nel mondo di PHP

Qualche anno fa, nel settembre 2020, ho pubblicato un manualetto, allegato all’articolo “Nel mondo di JavaScript” allo scopo di dimostrare come il linguaggio JavaScript non sia così difficile come sembra quando lo si vede applicato nel contesto che gli è proprio della programmazione web lato client e come possa essere utilizzato anche altrimenti senza particolari difficoltà di apprendimento.
A ben pensarci, la stessa situazione si verifica per il linguaggio PHP, pure ampiamente impiegato nella programmazione web, questa volta lato server.
Tra l’altro, nel caso di PHP, le cose si complicano in relazione al fatto che l’installazione del relativo interprete su personal computer viene generalmente proposta unitamente a quella, non sempre facile, di un server locale di prova che trascina con sé l’installazione di un database management system.
Il che contribuisce a creare un alone di complicazione attorno a questo linguaggio che può invece essere facilmente imparato e utilizzato.
Anche in questo caso, pertanto, per rimediare alla pecca di non aver mai parlato di PHP e con l’ambizione di contribuire a fare chiarezza su dove stiano le vere difficoltà, ho ritenuto di proporre l’allegato manualetto in formato PDF sull’argomento.
Come sempre, il documento è liberamente scaricabile, stampabile e distribuibile.

php

Un aiuto a visualizzare la statistica da LabPlot

In questo blog, parlando di fogli di calcolo o di linguaggi di programmazione particolarmente orientati al calcolo, ho spesso accennato a cosa ci offrono questi strumenti, molti e molto ben fatti nel mondo del software libero, per la statistica.
Nel mio continuo vagare alla ricerca di buon software che sia alla portata dei dilettanti evoluti cui dedico i miei manualetti mi sono imbattuto in LabPlot.
Si tratta di un software votato alla rappresentazione grafica di dati che, per rappresentare i dati in un certo modo e con certi arricchimenti, compie anche analisi statistiche alquanto evolute con semplicità e velocità impressionanti.
A questo software dedico l’allegato manualetto, come sempre liberamente scaricabile, stampabile e distribuibile.

labplot

Software libero per analizzare e manipolare immagini

In un mio articolo dal titolo “Software libero per fotografi” pubblicato su questo blog nel gennaio 2021 e nell’allegato manualetto “foto_editing” ho presentato alcuni strumenti di software libero per lavorare su immagini digitali di natura fotografica.
Si tratta di strumenti di un certo spessore, in termini di assorbimento di risorse del computer su cui sono installati, con moltissime funzionalità per fotografi professionisti che in gran parte esulano dall’interesse di fotografi dilettanti.
Per contro esiste un software dedicato all’analisi e alla manipolazione di immagini digitali, non necessariamente di tipo fotografico, che interessa non fotografi ma scienziati per i quali l’immagine è oggetto o strumento di ricerca, che può essere utilizzato da dilettanti fotografi per fare alcune cosette, come visualizzare, ritoccare, ritagliare fotografie dando anche loro la possibilità, per esempio, di studiare, manipolare e convertire immagini realizzate da apparecchiature radiografiche.
Il software, praticamente di pubblico dominio, si chiama ImageJ; è molto leggero e funziona su computer equipaggiati Java.
Lo presento nel manualetto allegato con particolare riguardo a ciò che può interessare un dilettante.
Il documento è liberamente scaricabile, stampabile e distribuibile.

imagej

Grafica con Groovy

Nello scorso novembre 2025, con il mio articolo “Groovy: Java stenografato”, ho parlato del linguaggio di scripting Groovy allegando un manualetto per guidare principianti e dilettanti ad utilizzarlo per divertirsi a creare qualche programmino.
Quel manualetto contiene quanto basta per programmi a riga di comando senza interfaccia grafica ma vi si afferma, e lo si dimostra, che Groovy ha accesso a tutte le librerie Java.
Dal momento che Java ha librerie per la grafica, da qui possiamo attingere per arricchire i nostri programmi Groovy con la grafica.
I numerosi strumenti per la grafica che ci offre Java non si può dire siano di facile applicazione, soprattutto se utilizzati con il linguaggio Java.
Tuttavia il loro utilizzo con il linguaggio Groovy, almeno se ci limitiamo all’obiettivo di dotare i nostri programmini di una semplice interfaccia grafica, possiamo dire sia alla portata di dilettante.
Con qualche piccolo sforzo in più possiamo anche creare qualche disegno.
Mi propongo di dimostrare tutto questo nell’allegato manualetto, liberamente scaricabile, stampabile e distribuibile.

grafica_groovy

Intramontabile Fortran

Ha settant’anni ma non li dimostra e viene tuttora utilizzato.
Ed è giusto che sia così, perché Fortran è il primo linguaggio di programmazione di alto livello, che usa un linguaggio quasi umano per creare programmi per computer.
E’ nato quando l’unico linguaggio per programmare un computer era il linguaggio Assembly, in mancanza del quale non c’era altro modo di programmare se non quello di scrivere le istruzioni direttamente in linguaggio macchina, cioè con una serie di 0 e 1: ciò che, francamente, non si può nemmeno chiamare linguaggio.
Se qualcuno ha idea di cosa si dovesse scrivere in Assembly per fare una semplice somma capisce la differenza col poterlo scrivere semplicemente ponendo l’operatore + tra due operandi, come si cominciò a fare con il Fortran, con la stessa semplicità di come lo si fa su un pezzo di carta.
Pare che, con la comparsa del Fortran, l’efficienza della programmazione per calcoli scientifici sia aumentata del 500%.
Utilizzarlo ancora oggi penso francamente sia un tantino da nostalgici, anche perché abbiamo ormai altri linguaggi che, per fare cose difficili, sono molto più facili da usare: basti pensare a Python e alle sue librerie.
Ma per fare cose facili, fino alla media difficoltà, è facile anche Fortran e lo dimostro nell’allegato manualetto, come sempre, liberamente scaricabile, stampabile e distribuibile.

fortran

Groovy, Java stenografato

In questo blog ho accennato al linguaggio Java in un articolo dell’aprile 2016 intitolato “Importante riconoscimento per OpenJDK” con allegato il manualetto “java_android” in cui ho presentato gli strumenti che il software libero ci fornisce per programmare con questo potentissimo linguaggio.
Non ho mai fornito manuali per l’apprendimento del linguaggio sia per la facilità con cui si può trovare documentazione anche alla portata di principianti sia perché si tratta comunque di un linguaggio alquanto difficile che ritengo riservi poche soddisfazioni ai dilettanti cui mi rivolgo.
Successivamente, nel luglio 2019 ho ritenuto invece di proporre un manualetto dedicato al linguaggio Kotlin, allegato all’articolo “Kotlin: Java facilitato”, un nuovo linguaggio ispirato a Java e che ne utilizza ampiamente le ricche librerie, con il quale possiamo realizzare progetti di impegno non inferiore a quello dei progetti abbordabili con Java faticando molto meno e utilizzando una sintassi molto più succinta e facile di quella richiesta dal linguaggio Java.
Visto il successo ottenuto da quel manualetto ho ritenuto di arricchirlo nell’aprile 2023 con l’allegato all’articolo “Grafica con Kotlin”, ove indico come sia possibile dotare di interfaccia grafica le applicazioni programmate con Kotlin.
Ora ritengo interessante proporre una modalità di utilizzo del patrimonio di librerie Java con un altro linguaggio, molto più semplificato anche rispetto a Kotlin, che non ci consente di affrontare progetti molto impegnativi ma ci può divertire.
Si tratta del linguaggio Groovy, un modo per programmare con librerie Java con la semplicità di un linguaggio di scripting.
L’allegato manualetto a ciò dedicato è liberamente scaricabile, stampabile e distribuibile.

groovy

Come reagire alla scomparsa di Windows 10

Il prossimo 14 ottobre Microsoft toglierà il supporto al sistema operativo Windows 10.
Nonostante questo sistema operativo pare sia ancora presente sul 53% dei personal computer in attività, Microsoft ha deciso che esso è superato e non vale più la pena di curarsene.
Visto, però, che sono ancora in molti che lo usano e che Microsoft è votata a fare soldi anche dal nulla, si è inventata un prolungamento di assistenza per chi lo voglia ancora usare: l’Aggiornamento di sicurezza esteso (ESU, che sta per Extended Security Updates), ovviamente a pagamento ($ 61 annui per le imprese, $ 30 annui per i privati).
Pertanto non è tanto fine del supporto ma è un tentativo di far pagare il supporto a chi lo voglia ancora.
Dopo che Comsumer Reports negli USA e Euroconsumers in Europa si sono fatti sentire, Microsoft si è dichiarata disposta al prolungamento gratuito dell’assistenza negli USA, a condizione che l’utente utilizzi la funzione di backup di Windows e nei Paesi dello Spazio Economico Europeo (i 27 Stati membri UE oltre a Norvegia, Islanda e Liechtenstein, fuori Gran Bretagna e Svizzera) a condizione che l’utente effettui un accesso al proprio account Microsoft ogni 60 giorni.
Che vi siano ancora tanti digiuni di informatica che si trovano la mercanzia Microsoft preinstallata su tutti i computer che si vendono e che sono disarmati di fronte a queste prese in giro è comprensibile ma che vi siano imprese, magari dotate di importanti reparti di Information Technology, che non si ribellano è incomprensibile.
Già, perché cessare di essere presi in giro sarebbe facilissimo: basterebbe sostituire al sistema operativo della Microsoft una delle tante versioni del sistema operativo Linux.
Ormai sui server, sui supercomputer e per fare cose serie si preferisce usare Linux, sugli smartphone ha ormai il predominio il sistema Android, figlio di Linux, ma per fare le cose di tutti i giorni su un personal computer, come navigare su Internet, gestire la posta elettronica, scrivere qualche documento, gestire un po’ di conticini si continua ad usare Windows ed a soggiacere ai capricci di Microsoft.
Ai tanti utenti di Windows 10 che si preoccupano suggerisco comunque di non preoccuparsi più di tanto. Anche se cessa il supporto Microsoft per gli aggiornamenti il sistema continuerà a funzionare: sarà forse un po’ meno sicuro.
Prima di passare a Windows 11, che pare non sia il massimo e sicuramente richiede più risorse, al punto da rendere magari necessario procurarsi un computer con più RAM, la cosa migliore da fare è scaricare l’immagine ISO di una distribuzione Linux, installarla su una pennetta USB avviabile e da lì provarla.
Se piace si può installare il sistema sul computer, anche di fianco al già presente sistema Windows, in modo da scegliere di volta in volta se usare Windows o Linux.
Molto probabilmente nel giro di qualche mese ci saremo dimenticati di Windows e della Microsoft.
Se così non fosse saremmo sempre in tempo per passare a Windows 11, in attesa che anche quello rimanga senza supporto: il prossimo mese di novembre verrà meno il supporto alla versione 23H2 di Windows 11 e in ottobre del 2026 verrà meno il supporto alla versione 24H2.
Ad evitare anche queste prossime prese in giro, una passeggiata in rete ci può aiutare a conoscere le caratteristiche delle varie distribuzioni del sistema Linux disponibili e a trovare istruzioni su come procurarsele e installarle.
E se abbiamo un vecchio computer possiamo risuscitarlo, perché possiamo trovare distribuzioni di Linux che funzionano anche su computer che hanno più di quindici anni.
Il tutto, se siamo in condizioni di utenza normale su personal computer, assolutamente gratis.