AVLinux alla riscossa

Nell’allegato al mio articolo “Il suono di Linux” del maggio 2017 ho sommariamente descritto le tre distribuzioni Linux che, essendo basate su un kernel a bassa latenza, sono particolarmente adatte per lavorare con i suoni e con l’audio; distribuzioni che, oltre a raccogliere quanto di meglio esiste per il trattamento del suono, offrono tutta una serie di altri strumenti per la grafica e il trattamento del video e costituiscono veri e propri laboratori per la multimedialità.
Delle tre, Ubuntu Studio, KXLinux e AVLinux, quest’ultima risultava la meno consigliabile in quanto la versione 2016 in circolazione a quel tempo presentava alcuni difetti, primo tra i quali quello di essere legata alla versione 1 del server audio Jack e di non essere adatta ad una convivenza pacifica tra la versione 2 di Jack, quella ormai corrente all’epoca, con l’altro server audio Pulseaudio: il tutto risolvendosi in inspiegabili mutismi del nostro sistema.
Peccato, perché AVLinux ha dalla sua il pregio di essere una distribuzione direttamente basata su Debian, molto leggera e scattante, con comportamento della massima efficienza anche su macchine vecchiotte e poco dotate.
A quasi tre anni di distanza mi sono imbattuto nella versione AVLinux del 2019 (AVLinux 2019.4.10), il cui ultimo aggiornamento è del 3 dicembre del 2019, che è tutt’altra cosa: conserva tutti i pregi e non ha più alcun difetto.
Ci possiamo procurare l’immagine ISO del sistema (file isotester-avl64-2019.4.10.iso per la versione a 64 bit o isotester-avl32-2019.4.10.iso per la versione a 32 bit) all’indirizzo http://www.bandshed.net/avlinux/.
Si tratta dell’ultima versione disponibile anche a 32 bit in quanto, da qui in poi, verranno rilasciate solo versioni a 64 bit. L’attuale versione a 32 bit non funziona comunque su computer UEFI.
Se qualcuno ha un vecchio computer a 32 bit provi a risuscitarlo caricandovi il sistema operativo AVLinux: troverà modo di divertirsi. Il sistema operativo in quanto tale è leggerissimo. Ovviamente se le risorse hardware sono limitate non possiamo pretendere di fare cose molto impegnative, soprattutto con grafica e filmati.
Senza dimenticare che AVLinux è comunque un sistema operativo Debian che ci può consentire di fare tutte le cose che fa un computer al di fuori della multimedialità: basta caricarvi il software.
AVLinux è dotato di un ricco e chiaro manuale, purtroppo solo in lingua inglese. Ne possiamo scaricare una versione PDF dallo stesso indirizzo http://www.bandshed.net/avlinux/ ma, se installiamo il sistema, ne avremo a disposizione una copia raggiungibile dal menu delle applicazioni.
Come per tutte le distro Linux l’immagine ISO può essere masterizzata su DVD o inserita in una chiavetta USB avviabile e da qui essere provata in versione live oppure installata (su computer, su chiavetta o su disco esterno) seguendo una procedura guidata a prova di errore: basta grande attenzione nella scelta del luogo dove fare l’installazione.
Per fruire della live occorre inserire come nome utente la parola isotester e come password avl64 (o avl32 se siamo sulla versione a 32 bit).
L’installazione porta con sé il meglio del software libero nel campo della multimedialità, a mio avviso con alcune imperdonabili assenze basiche (lilypond, rosegarden e qsynth): possiamo comunque rimediare subito con il gestore di programmi previo upgrade dell’apt con AVLinux Assistant che troviamo nel menu delle applicazioni.
Sempre con AVLinux Assistant, attraverso Add New System Locales, possiamo scegliere la nostra lingua preferita per l’interfaccia di sistema.
Spulciando nel mio blog si trovano molte indicazioni su come arricchire il ventaglio delle applicazioni disponibili e se vogliamo recuperare in AVLinux qualche software che gira solo su Windows teniamo presente che AVLinux è per default dotato di Wine.
Se qualche applicazione gira su Java (ad esempio impro-visor) si tenga presente che il runtime Java (JRE) non è installato per default ma occorre installarlo.
Infine AVLinux risolve al meglio la coesistenza dei server audio Pulseaudio e Jack mantenendo il primo attivo in collegamento con il secondo: in tal modo è scongiurato il pericolo di mutismi inaspettati.
Buona creatività con AVLinux.